RERTECH - babbo natale

Io sono Babbo Natale

1975: Il giorno di Natale il piccolo Ettore Magni non trova i suoi regali sotto l’albero, scrive una nuova letterina a Babbo Natale, con la quale desidera diventare il suo sostituto e promettendo di restare sempre buono.

Oggi Ettore è un ex detenuto che conduce una vita allo sbando, poco stimolante ma costellata di accadimenti. Messo alle sbarre per via di una rapina, l’uomo ha sempre mantenuto la massima riservatezza sui suoi complici, non facendo mai nomi. Ettore non ha legami familiari: infatti, dopo aver troncato il rapporto con la sua compagna Laura, non hai mai avuto modo di conoscere la figlia Alice concepita con quest’ultima. Il suo unico scopo di vita consiste nel fare ciò che ha sempre fatto, ossia rubare.

Durante uno dei suoi furti entra nell’umile casa di un amabile signore di nome Nicola, che alla fine gli rivela di essere l’autentico Babbo Natale.

Ettore si rifiuta di dar credito alle parole dell’uomo, negando tassativamente l’esistenza di Babbo Natale. Anzi Ettore lo colpisce e lo immobilizza nel tentativo  di derubarlo, si fa dire la combinazione della cassaforte che è la data di nascita dell’uomo, che però dovrebbe avere più di 100 anni dall’anno di nascita, ed Ettore trova un enorme magazzino pieno di giocattoli. A causa di un malore Ettore porta Nicola all’ospedale ed accetta di fargli da badante/domestico in cambio di un tetto. Ettore riesce a far credere a Laura, essendo anche la sua assistente sociale con la complicità di Nicola che si finge mezzo matto, di rigare dritto, iniziando anche a conoscere Alice; intanto in casa arrivano strane persone nane ad aiutare nel magazzino, che Nicola presenterà come elfi.

Ettore deve tuttavia ricredersi quando Nicola gli mostra la sua “trasformazione” e lo porta in giro per il mondo in volo a bordo della magica slitta, ed Ettore domanda, fingendo disinteresse, se fosse possibile per lui diventare babbo natale; Nicola risponde che per diventarlo si deve essere altruisti e generosi.

A questo punto Ettore inizia di nascosto ad usare il costume ed i poteri magici di babbo natale per compiere furti: può infatti essere invisibile agli adulti ma non ai bambini, attraversare i muri e muoversi rapidamente nei camini, comprendere le varie lingue del mondo e usare un sacco dove al suo interno lo spazio è infinito e resta piccolo senza mai diventar pesante. Confessa ad Alice di essere l’aiutante di Babbo Natale, ed una sera va addirittura a trovarla in casa sua, sfruttando la sua invisibilità. La bambina gli consegna la sua letterina per Babbo Natale, sicura che così arriverà prima.

Ettore deruba anche i suoi vecchi complici, ma la figlia del capo rivela di averlo visto e la banda entra nella casa di Nicola, alla ricerca della refurtiva, mettendo a soqquadro il magazzino; Ettore, indossato il cappello natalizio, diventa invisibile e stende gli ex complici, e, messi nel sacco, li scarica davanti al commissariato. Nicola deluso rivela di aver mentito di star male per farlo cambiare, e rivela che in realtà sono stati i suoi genitori quando era piccolo che gli rubavano e rivendevano i doni, facendolo diventare come loro; inoltre gli elfi hanno restituito tutta la refurtiva. Ettore rimette in ordine il magazzino, poi Nicola gli restituisce la letterina di Alice, perché non può soddisfare il suo desiderio: Alice infatti non chiede giocattoli, ma che i suoi genitori ritornino insieme. 

A quel punto Ettore, pungolato da Nicola che lo accusa di essere un egoista e di aver sempre e solo pensato a se stesso, riesce, con sistemi un poco rudi, a fare in modo che il papà (adottivo) di Alice passi il Natale con lei e la mamma. Ritorna poi da Nicola, portandogli qualcosa da mangiare per sostenerlo nella lunga notte di lavoro che lo aspetta, ma non lo trova in casa. Scendendo nel magazzino, Ettore trova una tavola imbandita e gli elfi ad attenderlo; gli consegnano una lettera di Nicola, in cui il vecchio gli rivela di averlo atteso e cercato proprio per fare in modo che prendesse il suo posto. In fondo, non era il suo desiderio fin da quando, bambino, gli aveva scritto quella strana lettera? Il film si conclude con la scena di Nicola che si ritira in “pensione” in Portogallo, per l’ottimo clima, ed Ettore che, dopo essersi abbondantemente rifocillato, indossa legittimamente il costume rosso e … si trasforma, pronto per le consegne.

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